PARTITO SOCIALISTA VICENZA

Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono


Il PSI della provincia di Vicenza augura a tutti i compagni ed alle loro famiglie un felice 2012.

Non sarà un anno facile quello che si apre ma dovrà essere un anno di ricostruzione del tessuto sociale dopo un ventennio in cui sono stati scardinati dalle coscienze degli italiani i valori di giustizia sociale e solidarietà.

Buon anno a tutti e soprattutto buon lavoro!

 

Luca Fantò

Segretario provinciale PSI Vicenza

 

 Martedì 20 dicembre 2011, ore 20 i socialisti si incontrano alla pizzeria "All'Albera"

strada Pasubio 13 Vicenza


 

 

E’ convocata per sabato 19 novembre 2011, presso il salone della circ. 6 di via Thaon di Revel, alle ore 16.30, l’Assemblea Congressuale Provinciale del Partito Socialista Italiano.

L’Assemblea Congressuale discuterà e voterà il documento nazionale “Per amore dell’Italia” ed i documenti proposti dalle realtà locali.

L’Assemblea nominerà inoltre i delegati al Congresso Regionale del PSI che si terrà a Padova sabato 26 novembre.

L’Assemblea Congressuale cade in un periodo di grande delicatezza per l’Italia. Un periodo che segue al “ventennio” di governo di una destra che ha determinato il disfacimento sociale prima che economico della nazione.

Il nuovo governo, guidato dal prof. Monti appare caratterizzato dall’indubitabile competenza di chi lo guida e dei Ministri che lo compongono.

Ma la competenza non è di per sé garanzia di equità e giustizia sociale, obiettivi che caratterizzano l’azione del socialismo europeo. Il PSI e tutti i socialisti della provincia di Vicenza guardano con interesse a ciò che il governo Monti saprà proporre ed attuare. Nella speranza che gli italiani possano liberarsi delle macerie abbandonate dal precedente governo e costruire una società moderna e solidale.

 

Luca Fantò

Segretario Provinciale PSI Vicenza

Lunedì 17 Ottobre 2011,

GAZZETTINO del 17 ottobre 2011

Ora sono tutti indignati, dai partecipanti ai politici vicentini. Ma la manifestazione di protesta di sabato a Roma è destinata a lasciare il segno anche a Vicenza, nella maggioranza di governo, nelle opposizioni e nella Sinistra in generale, e nei gruppi antagonisti.
      Tra i più delusi e arrabbiati c'è un partecipante al corteo, Giuliano Ezzelini Storti, coordinatore provinciale di Rc: «Rientrando con i vicentini che sono scesi con me», racconta, «ripenso alla manifestazione con mezzo milione di persone che nella sua gran parte si è svolta in un clima pacifico e festoso, fino a quando un gruppo di deficienti ha caricato, ha fatto danni, ha rovinato un corteo motivato da ragioni valide per cui indignarsi». Per Ezzelini Storti «la reazione della polizia è stata spropositata e indiscriminata anche, nei tumulti, nei confronti di manifestanti pacifici e inermi. La nostra condanna è totale nei confronti della violenza subita dalla città di Roma, la nostra condanna è totale nei confronti della violenza subita da chi non ha potuto manifestare il proprio dissenso contro il Governo, contro le logiche del Fmi e della Bce».
      Che i teppisti vadano isolati e puniti ne è convinto anche Luca Fantò, segretario provinciale del Psi: «La nostra solidarietà alle forze dell'ordine da parte del Psi di Vicenza è assoluta e convinta. Ma questo non può e non deve mettere in secondo piano il fatto che la manifestazione di oggi ha portato nelle strade e nelle piazze di Roma centinaia di migliaia di donne e uomini pacifici. Non è possibile ignorare le ragioni di tanta parte della popolazione, e l'attacco alle forze dell'ordine di alcune centinaia di inetti, incapaci di comprendere quanto essi stessi siano strumento del potere che si illudono di contrastare con la violenza, avrebbe successo proprio se la loro azione riuscisse a mettere in secondo piano il significato della protesta degli «indignati» italiani». Per Fantò «i partiti non possono ignorare questa protesta che anzi devono raccogliere e rappresentare in maniera coerente ed efficace. Anche per evitare che possa essere strumentalizzata o dissolversi nel breve periodo».
      Sulla teoria dei pochi infiltrati in un grande corteo pacifico non è assolutamente d'accordo Alex Cioni, del comitato provinciale del Pdl, che attacca frontalmente la Sinistra: «Ancora una volta la Sinistra pacifinta mostra il suo lato migliore. teppismo e violenza gratuita», esordisce. «Roma ha subito la violenza di qualche centinaio di individui che si sono sfogati con la scusa della crisi economica. La Sinistra come al solito parla di pochi elementi e di infiltrasti (da chi?) quando da giorni tutti erano a conoscenza che sarebbe finita in questo modo. Tra i partecipanti anche i vicentini appartenennti ai centri sociali di Vicenza e Schio, coccolati dalle rispettive giunte Pd guidate da Variati e Luigi Dalla Via. Insomma, la solita violenza becera e il solito teppismo organizzato che ha prodotto problemi solo ai romani, senza turbare il quieto e grasso vivere dei banchieri e delle lobby economico finanziarie nemiche dell'Italia».
      E così alla fine i «veri indignati siamo noi» grida Elena Donazzan, assessore regionale all'Istruzione e al Lavoro. «Indignati siamo noi nel vedere ancora una volta dei delinquenti organizzati che aggrediscono le forze dell'ordine, i beni dei cittadini, le realtà commerciali delle nostre città». E spiega: «Quello andato in scena sabato è la riproposizione dello stesso copione da parte di professionisti della violenza organizzata e questa è la stessa gentaglia che, di volta in volta, si fa chiamare no global, girotondini, disobbedienti, ma per i cittadini restano solo delinquenti. Per questi dovrebbe valere la disistima sociale delle persone per bene e la contestuale vicinanza assoluta alle forze dell'ordine». Donazzan si augura «di non dover più ascoltare qualche commentatore capace di dare giustificazioni sociologiche a questa violenza organizzata, nè si tolleri più la sordida teoria della provocazione a cui questi giovani «impegnati» sono stati sottoposti. Una sola voce deve levarsi netta, distinta, forte: siamo noi gli indignati da questi delinquenti e ci schieriamo comunque con le forze dell'ordine ed i loro agenti». E conclude con una stoccata all'amministrazione Variati: «Non vorrei che, come in Val di Susa, trovassimo qualche protetto dalla amministrazione del sindaco di Vicenza Achille Variati dei «No dal Molin», non sarebbe veramente più tollerabile nè giustificabile».
      A riportare la riflessione politica sui motivi della manifestazione è Marta Goldin, dei no global vicentini: «Non è giusto, per gli indignati veri, che tutta l'attenzione si concentri ora sui black block. Parliamo invece del perché gli indignati veri fossero così numerosi, soffermiamoci sulle ragioni che spingono i giovani ad essere così scoraggiati, arrabbiati, frustrati dalla prospettiva di non avere futuro. È sempre la solita questione: un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce. Cerchiamo per una volta di concentrarci sulla foresta che cresce, sulle migliaia di persone pacifiche e rispettose che oggi sfilavano e riempivano le piazze della nostra capitale. Non dobbiamo permettere a quei pochi delinquenti di impossessarsi dello spazio che invece meritano i molti cittadini onesti che oggi popolavano Roma: gli indignati».
      © riproduzione riservata

 

IL GIORNALE DI VICENZA

Martedì 23 Agosto 2011 

PROVVEDIMENTI


«Dimezziamo
lo stipendio dei
parlamentari»




Nella miriade di proposte che in questo periodo si rincorrono per rendere più o meno creativa l'ennesima manovra finanziaria, due sembrano dare la cifra di come l'attuale classe politica dirigente intenda risolvere, o più semplicemente approfittare della crisi finanziaria ed economica che scuote l'occidente e quindi l'Italia.
Si tratta di due soluzioni abbastanza ingenue ma di sicuro interesse per la popolazione italiana, ormai stanca di vedersi costantemente sull'orlo di un burrone. Vendere i beni dello Stato e dimezzare il numero dei parlamentari. Si tratta di proposte che di volta in volta sono state già avanzate e in parte attuate da destra e da sinistra, proposte trasversali ed economicamente sensate ma intimamente pericolose. Almeno se le si analizza dal punto di vista del cittadino qualunque.
Vendere parte di u! n patrimonio statale che approssimativamente, nel suo complesso, è stimato intorno ai 500 miliardi di euro, per ricavarne 20 o 30, esporrebbe lo stato al rischio di svendite. È facile infatti che nella necessità di vendere a qualsiasi costo pur di salvaguardare coloro che le diverse fazioni politiche rappresentano, ci troveremo in balia di abili speculatori pronti ad aspettare il momento giusto, e il prezzo più basso, per comprare. Inoltre, e soprattutto, vendendo i “gioielli di famiglia” si concederebbe una tregua alle casse statali nel brevissimo termine, tregua che però renderebbe lo Stato italiano meno garantito e affidabile.
La seconda proposta, quella del dimezzamento del numero dei parlamentari, porterebbe un risparmio risibile ma determinerebbe la creazione di una “supercasta” di nominati con poteri maggiori e paradossalmente un margine economicamente ancora più ampio per aumentare i propri privilegi. Non è u! n caso credo che quest'ultima proposta venga caldeggiata dall'! ex - sindaco di Roma, Veltroni che, in straordinario accordo con Berlusconi, immediatamente prima delle scorse elezioni seppe proporre e sostenere una legge che ha già creato un'elite di parlamentari nominati più che eletti.
Utile sarebbe invece ridurre della metà le prebende parlamentari, cosa che effettivamente avvicinerebbe maggiormente il Parlamento alla popolazione rappresentando un oggettivo segnale di solidarietà con chi la crisi economica, pur non avendola provocata, la subisce pagandone le conseguenze. Utile sarebbe dare maggior forza politica ad uno stato che torni ad essere in grado di controllare l'economia e non di essere da essa controllato, manovrato, sottoposto ai diktat provenienti non da un organismo condiviso e solidale come dovrebbe essere e non è l'Europa, ma da nazioni preoccupate innanzitutto di garantire sé stesse.
Luca Fantò
Segretario PSI provincia di Vicenza

COMUNICATO STAMPA

venerdì 5 agosto 2011

 

 

Il PSI della provincia di Vicenza assiste con disappunto al dibattito che in questi giorni sui mass media locali e non solo, contrappone alcuni amministratori della destra veneta a fantomatici docenti e istituti scolastici del sud d'Italia. Energie spese per alimentare dibattiti utili solo a chi ad arte li crea.

Se ad esempio esiste una cosa certa nella “querelle” relativa ai risultati scolastici degli alunni nelle scuole delle diverse regioni italiane, è proprio l'impossibilità di utilizzare uno strumento oggettivo per la valutazione delle scuole dal punto di vista prettamente didattico. Bisognerebbe cercare un metodo di valutazione oggettivo ma la parzialità degli studi sinora condotti sembra utile a strumentalizzazioni che altrimenti non potrebbero avvenire. Con una certa regolarità infatti vengono diffusi analisi e studi che cercano di dimostrare tutto ed il contrario di tutto. L'eterogeneità dei dati proposti permette a chiunque di sostenere ed argomentare qualsiasi posizione trasformando queste ricerche in strumento di rivendicazione politica.

E' ad esempio ciò che regolarmente fa la Lega che, ad inizio e fine anno scolastico, vede attivarsi i suoi esponenti con critiche ai risultati troppo bassi, o troppo alti (dipende dallo studio e dalle necessità) ottenuti dagli studenti italiani. Certo è un modo per occupare gli spazi mediatici ma, effetto non secondario, crea malessere e diffidenza in un popolo, quello italiano, già troppo pieno di problemi concreti.

Lo stesso malessere che viene alimentato cavalcando le comprensibili proteste dei precari italiani che nelle diverse regioni sono stati costretti, dal Governo di PdL e Lega, a temere le improbabili ondate di “clandestini dell'insegnamento”.

Il PSI della provincia di Vicenza lancia quindi un appello alla sobrietà ed auspica che si metta fine alle critiche strumentali che in Veneto hanno coinvolto la scuola pubblica. E' necessario un impegno più concreto se, al di là delle convenienze localistiche, si vuole sostenere un'istituzione che ha bisogno più che di parole e variegate ricerche, di fatti concreti, di risorse umane ed economiche. Cosa quest'ultima che gli amministratori leghisti potrebbero forse concretamente attuare rendendo più consapevole l'azione dei propri parlamentari romani.

Il PSI della provincia di Vicenza, domenica 24 luglio, dalle ore 9 alle 13 sarà presente in contrà Cavour a Vicenza con un gazebo dove sarà possibile sottoscrivere le 4 petizioni nazionali indette dal PSI per modificare l’attuale legge elettorale, cambiare il finanziamento pubblico per rendere sobria e trasparente la politica, istituire una tassa equa sulle transazioni finanziarie e innovare la legislazione sul lavoro per eliminare la precarietà e dare parità vera a uomini e donne.

Al gazebo saranno presenti i dirigenti e amministratori socialisti di Vicenza e della provincia.

La federazione Psi di Vicenza ha emesso il seguente comunicato:



Il PSI esprime la propria preoccupazione per quanto sta accadendo e quanto accadrà alla sanità ed al sociale nel vicentino.

Difficoltà generate dai tagli alle Regioni, dall’introduzione di ticket su pronto soccorso e sulla specialistica; difficoltà che ad esempio si manifestano nel probabile blocco del turnover negli ospedali; difficoltà nella gestione delle IPAB (anche a fronte della sentenza del Consiglio di Stato che obbliga gli Enti Locali ad integrare le rette se il singolo utente non è in grado di farlo).

Non dovrebbe essere così, lo Stato attraverso gli Enti Locali dovrebbe aver cura dei propri cittadini, garantirne la qualità della vita e creare un sistema economico in grado di autoalimentarsi. Altrove avviene, in Italia si sta andando in una direzione assolutamente opposta.

Tutto ciò è il risultato di una politica nazionale che tende ad alleggerire lo Stato e gli Enti pubblici dal peso economico dell’assistenza ai suoi cittadini. Il tutto nell’ottica di un improbabile benessere fornito dai privati. Il tutto certamente a vantaggio di una parte delle grandi aziende private.

Già da tempo attraverso mass media e campagne propagandistiche, si è diffusa tra la popolazione l’idea che l’assistenza sanitaria e sociale debba essere fornita dai privati in un regime di sussidiarietà con lo Stato. Già da tempo, ma da oggi in maniera ancora più gravosa, i cittadini del vicentino saranno costretti a provarne gli effetti “sulla propria pelle”. L’ideologia liberista si manifesta nel libero mercato ed è vincente nel nostro Paese nonostante abbia già dimostrato la sua incapacità ad esaudire le necessità della gran parte della popolazione.

 

7 luglio 2011

Il PSI vicentino accoglie con soddisfazione la notizia dell’accordo firmato a Roma dal Sindaco Variati con il Governo. Accordo che prevede la realizzazione della tangenziale nord-est e la destinazione a parco del lato est del Dal Molin e che accoglie di fatto le richieste principali espresse dalla cittadinanza di Vicenza.

L’accordo afferma l’idea di Vicenza città di pace, e di come il Parco della Pace debba essere luogo di partecipazione della cittadinanza, che esalti le attitudini al rispetto ambientale, all’attività sportiva e ricreativa, magari sostenendo lo sforzo per la realizzazione di un Museo dell’aria nell’hangar storico.

Il PSI vicentino sottolinea come ancora una volta la questione Dal Molin abbia dimostrato quanto importante ed efficace sia l’impegno, il coinvolgimento e l’ascolto della cittadinanza, andando ben oltre i meri confini comunali o provinciali.

 

LE INTENZIONI DI VOTO - 14 aprile 2011

Partiti 14 aprile 2011 15 marzo 2011
PARTITO DEMOCRATICO
27 26,5
SINISTRA E LIBERTA'(SEL)
7,2 7,3
ITALIA DEI VALORI(IDV)
4,3 5,0
VERDI
1,0 0,7
PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
1,0 0,7
BONINO - PANNELLA
1,0 1,0
TOTALE CENTRO-SINISTRA
41,5 41,2
UNIONE DI CENTRO (UDC)
6,8 7,0
FUTURO E LIBERTA'/ FINI
4,2 4,0
ALLEANZA PER L'ITALIA(API)
2,0 2,0
MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE(MPA)
0,5 0,4
TOTALE TERZO POLO
13,5 13,4
PDL
28,0 29,0
LEGA
11,0 11,5
ALTRI di Centro-destra
2,0 1,7
TOTALE CENTRO-DESTRA
41,0 42,2
MOVIMENTO 5 STELLE
2,0 2,0
FEDERAZIONE DELLE SINISTRE
1,0 0,9
Altri
1,0 0,3
TOTALE
100 100

Sabato 9 aprile, a Vicenza, presso l’auditorium “Canneti”, alle ore 16 in un incontro-dibattito moderato dal Direttore de “Il Giornale di Vicenza”, Ario Gervasutti e organizzato dal PD e dal PSI della provincia di Vicenza, si è parlato della situazione in nordafrica.

Il convegno organizzato da PSI e PD ha dimostrato la capacità culturale che i partiti sanno ancora esprimere, la necessaria capacità di elaborazione politica che la destra ed anche una parte del centrosinistra, da anni cerca di neutralizzare dietro la cortina di fumo alzata da parte sostanziosa dei media.

Hanno introdotto i lavori, il Segretario provinciale del PSI, il Segretario cittadino del PD Peroni e l’On. Sbrollini.

Il Direttore de “Il Giornale di Vicenza” Gervasutti ha poi moderato l’incontro cui hanno partecipato

Francesco Tempestini, deputato PD e membro della Commissione Affari Esteri;

Luca Cefisi, membro della presidenza del PSE e della Direzione Nazionale del PSI;

Khalid Chaouki, responsabile immigrazione dei Giovani Democratici;

Massimiliano Trentin Professore di Storia del medio oriente dell’Università di Padova.

Nelle due ore e mezza di interventi sono state approfondite le cause che hanno portato alle rivolte, l’analisi di chi siano i protagonisti delle rivolte, il ruolo dell’Europa e l’Italia nonchè i riflessi sulla politica internazionale e nazionale.

Si è sottolineato come la religione non sia assolutamente protagonista di tali rivolte e che gli integralismi, comunque presenti, sono stati emarginati dagli stessi rivoltosi. Si è chiarito come le rivolte non siano state suggerite od organizzate dall’esterno ma nascono spontanee e dall’interno degli stessi paesi coinvolti. Un nord africa che sta uscendo dall’arretratezza economica a cui era stato condannato dal colonialismo prima e dal proliferare dei regimi autoritari e corrotti poi. Si è auspicato come l’immigrazione diventi un ponte che avvicina il nordafrica all’Europa e per far ciò si è sottolineato come la gestione dell’immigrazione debba cambiare. Innanzitutto abolendo la “Bossi-Fini”.

Non si è trattato quindi di un convegno privo di spunti originali.

Come la tesi che il fallimento della politica estera dell’Europa non sia causata dalla mancanza di unità bensì dalla conduzione delle forze politiche conservatrici. “Il governo italiano ha fallito di fronte al compito, impegnativo ma non impossibile, di dare un’accoglienza da paese civile ad alcune migliaia di profughi e di migranti, e di dimostrare solidarietà e responsabilità, recuperando nel Mediterraneo un minimo di autorevolezza, dopo i baciamano a Gheddafi” così Luca Cefisi, responsabile politiche europee del PSI e membro italiano della presidenza del Partito del Socialismo Europeo, intervenendo a un dibattito a Vicenza promosso dai partiti del centrosinistra sul tema “Pane e libertà. Il Risorgimento del Nordafrica”.

“I tre governi di centrodestra di Francia, Germania e Italia sembrano dar vita ad una barzelletta: l’italiano fa il furbo, il francese cerca di fregare l’italiano, e tutti e due il tedesco. Questa caos immigrazione è anche un evidente fallimento del Partito popolare europeo e dei governi di centrodestra, litigiosi e incapaci di coordinarsi, anche perchè il loro preteso moderatismo è preso in ostaggio dell’estrema destra xenofoba, Sarkozy di Le Pen, Berlusconi di Bossi”

Ma si è parlato anche di Italia, e della necessità di capovolgere l’agenda politica dettata dalla Lega e fin qui accettata anche dalle forze moderate dell’opposizione come il PD e l’UdC.

 


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